Roma in un immagine – progetto vincitore

settembre 23, 2010

E un giorno senza nemmeno accorgecene perdemmo il senso del progetto… in un paese in cui la cultura si sta velocemente estinguendo questa è la sua giusta rappresentazione
Qualcuno ancora ci spera click

Segnalazioni

marzo 26, 2010

Scritto e stampato con cura – e poi….. attaccato con lo scotch di carta!!! tra l’altro non proprio economico ! boh!

Comunicare la città – Genova

febbraio 22, 2010

no comment

Quando pensavamo di aver toccato il fondo…

febbraio 17, 2010

siamo riusciti a trovare ancora un po’ spazio.

Agenzia Viaggi – via Ceccardi Genova

febbraio 7, 2010

no comment!

Candelora 0 – ci siamo

febbraio 2, 2010

Ciao a tutti, esco e vado a casa a preparare le crepes

Se il cuoco riesce a girare al volo la crêpe tenendo nell’altra mano una monetina,
prosperità sarà assicutata alla famiglia per tutto l’anno. Auguri

L’uomo che fissa le capre /The men who stare at goats

febbraio 2, 2010

Bob Wilton è un giornalista pavido e impacciato, abbandonato dalla moglie e a caccia dello scoop della vita. Inviato di guerra in Iraq nel tentativo disperato e maldestro di attirare l’attenzione della fedifraga consorte, Wilton incontra lo stralunato Lyn Cassady, soldato Jedi e monaco guerriero appartenente alla New Earth Army, un’unità sperimentale dell’esercito americano che vuole “combattere” le guerre col flower power. In grado di attraversare i muri e di fermare con lo sguardo il cuore di una capra, abili nel leggere nel pensiero del nemico e nel dissolvere le nuvole nel cielo, l’esercito hippy, fondato dallo stupefacente Bill Django, accoglie tra le sue fila il giornalista, iniziandolo al lato nobile della Forza. Tra rapimenti, vagheggiamenti e dosi massicce di LSD, Bob Wilton scriverà il suo articolo e ristabilirà l’equilibrio nella Forza.
Ispirato (forse) a un’incredibile storia vera e trasposto (innegabilmente) dal libro di Jon Ronson, L’uomo che fissa le capre è una commedia demenziale, nera e dissacrante verso quei monumenti intoccabili dell’autorità trattata spesso con reverenza (America’s Army).

*Mi è piciuto abbastanza, sopratutto gli attori, tutti, spettacolari, Jeff Bridges sempre affascianante ed ironico non sbaglia mai un colpo, porta sempre con se un po’ di big Lebowsky

Anche se la VO è sempre preferibile

- 1 alla candelora

febbraio 1, 2010

Quando vien la Candelora dall’inverno semo fora….

gennaio 31, 2010

Quando vien la Candelora
dall’inverno semo fora,
ma se piove o tira vento,
nell’inverno semo dentro.

Quand’era piccola era mia madre a fare le crêpes e noi gironzolavamo lì intorno per tutto il tempo, cercando di rubarle calde e fumanti, rimediando solo un sacco di mestolate.

In Francia, infatti, la Candelora (Chandeleur) è conosciuta soprattutto per essere il giorno delle crêpes.

À la Chandeleur, Quéré fait des crêpes jusqu’à pas d’heure

Ecco la ricetta segreta “ad occhio” delle galettes della mamma normanna (per 12 galettes):

- una dose di farina bianca (100 gr)
- due dosi di farina saracena (200 gr)
- sale, 1 uovo
- prendere una frusta e girare versando acqua gasata e aggiungere un uovo finché non si ottiene un composto à peine, à peine liquide, salare e lasciare riposare due ore (se dopo due ore è per caso troppo spesso, si può aggiungere ancora un po’ di acqua gasata)
- imburrare una poêle bretonne (padella di acciaio o simile), versare un mestolo di composto, distribuirlo con gesto lesto del polso su tutta la superficie della padella e dopo due minuti girarla e cuocere dall’altro lato
- disporre tutte le galettes su un piatto e farcirle con ingredienti salati a piacere.

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La Chiesa Cattolica il 2 febbraio celebra la Presentazione del Signore, popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di “luce per illuminare le genti”, come, secondo la tradizione cristiana, il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prevista dalla legge giudaica per i primogeniti maschi. La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l’usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, il giorno di Natale.

Palazzo della Regione

gennaio 28, 2010

Ultimo piano aperto al pubblico fino al 31 gennaio mah! c’è un po’ di codina…


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